First Prize
STUDIO_M
Dongmin Lee, Seunggwan Baek, Wonryeong Lee, Minha Choi, Hyojin Sa
Creando un sistema di atelier e opere architettoniche per far tornare artisti e visitatori in montagna, gli architetti possono contribuire a rigenerare il più grande parco d'arte dello scenario contemporaneo - Arte Sella.
Lì, dove la terra si protende verso il cielo, l’uomo ha da sempre intravisto un significato ulteriore, uno spazio mistico di contatto con l’invisibile, con la trascendenza: il luogo dove culminano le umane avventure ed è possibile ottenere risposte ai più tormentati enigmi.
In un mondo che ogni giorno vede erodersi spazi di sacralità, le montagne rappresentano ancora un limite inviolato, una soglia difficilmente accessibile, dove le strutture umane faticano ad intaccare equilibri ancestrali che ancora possono suscitare esperienze preziose.
Una di queste esperienze è senza dubbio Arte Sella. Stretta fra 2 creste rocciose, da oltre 30 anni Arte Sella porta fra le montagne dell’omonima valle le più sorprendenti firme dell’arte e dell’architettura contemporanea: creativi che qui hanno lasciato la propria traccia, generando un percorso di arte nella natura tra i più conosciuti al mondo.
Le montagne possono tuttavia essere volubili e la natura, come noto, sa essere madre, ma può essere matrigna. La notte del 29 ottobre 2018 una tempesta senza precedenti investe la Val di Sella ed Arte Sella, spezzando ettari di boschi secolari e lasciando dietro sé una devastazione di fango, ceppi sradicati ed alberi abbattuti.
Ferita e profondamente danneggiata, oggi più che mai Arte Sella necessita di creatività e progettualità: per questo YAC è lieta di presentare Calamity Atelier, il concorso per rigenerare il parco espositivo di Arte Sella, attraverso un sistema di atelier ed opere architettoniche orientati a facilitare il ritorno di artisti e visitatori fra queste montagne.
Sulle montagne spezzate dalla tempesta, gli architetti potranno immaginare un sistema di opere volto a ripristinare il fascino e la bellezza di uno dei contesti di sperimentazione artistica più straordinari al mondo. Come moderni santuari, gli interventi che il concorso intende suscitare si orienteranno a trasformarsi la meta di pellegrinaggio per visitatori ed artisti, che stagione dopo stagione potranno assistere e contribuire alla rinascita del parco, nell’infinito ciclo di una natura qui rappresentata da una delle proprie espressioni più imprevedibili e magniloquenti: le montagne.
Yac ringrazia i progettisti che accetteranno questa sfida.
Ciascuna giuria è nominata con massima cura, ed è composta da professionisti di chiara fama la cui attività abbia espresso forme di attinenza in relazione ai temi di gara.
YAC ringrazia quanti, a diverso titolo, hanno preso parte all’organizzazione e allo svolgimento della gara, condividendo tempo, materiale e risorse per rendere unica l’esperienza dei concorrenti.